Filarmonica quindi nel significato etimologico di associazione che riunisce amatori che si dilettano di musica e ne coltivano lo studio.
Naturalmente mi occupo anche di ragazzi e bambini che hanno una visione più diretta verso il futuro e mancano di quell'urgenza che invece caratterizza l'adulto; ma mi ha sempre colpito l'allievo che, sottraendo a volte il tempo al sonno e le energie alla famiglia, si dedica allo studio, anche se solo per non più di mezz'ora al giorno (spesso di sera rinunciando alla comoda tv) col rigore e la determinazione che manca spesso ad aspiranti professionisti. Ho voluto quindi dedicare la prima pagina di questo diario al Dilettante, a colui che si diletta del far musica e che da questo ne trae nutrimento per rendere felici le proprie giornate e che per questo merita l'apprezzamento dell'insegnante, anche se i suoi limiti talvolta superano le sue capacità.
Domenico Scarlatti nell'introduzione agli "Essercizi", pubblicati quali opera prima nel 1738 quando aveva già 53 anni, con linguaggio capriccioso e fiorito che tanto ricorda lo stile della sua musica, ci guida verso una direzione che poi non è cosi lontana dalla nostra:
“Lettore,
Non aspettarti, o Dilettante o Professor che tu sia in questi Componimenti il profondo intendimento, ma bensì lo scherzo ingegnoso dell'Arte, per addestrarti alla Franchezza sul Gravicembalo: Ne Viste d'Interesse, ne mire d'Ambizione, ma Ubidienza mossemi a pubblicarli. Forse ti saranno aggradevoli, e più volentieri allora ubidirò ad altri Comandi di compiacerti in più facile e variato stile. Mostrati dunque più umano, che critico; e si accrescerai le proprie Dilettazioni. Per accennarti la disposizione delle mani, Avvisoti che dalla D viene indicata la Dritta, e dalla M la Manca: Vivi felice.”
Andrea Gallo