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mercoledì 16 maggio 2012




"DIECI CORDE PER BACH”

Johann Sebastian Bach

Suite BWV 995” in la minore (orig. Sol min.)
ANDREA GALLO Chitarra
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Suite BWV 1011 n°V” in do minore
PAOLA FURETTA Violoncello

VENERDI 18 MAGGIO 2012
ORE 20,30
presso la Basilica di San Saba



Le suites che presentiamo in questo concerto rappresentano uno dei rari casi in cui la stessa opera viene pensata e scritta dallo stesso autore per due strumenti diversi (in questo caso, violoncello e liuto).
Ad oggi non è ancora possibile attribuire ad esse data certa, né pertanto sappiamo quale sia l'ordine temporale di composizione. La tradizione ipotizza che la suite per violoncello sia precedente, sebbene proprio il manoscritto per violoncello non sia mai stato rinvenuto.
Riteniamo che possa essere interessante per il pubblico l'ascolto congiunto delle due suites, affinchè si possano apprezzare, nelle due esecuzioni, timbri, volumi e tessiture così lontani tra loro.
Ci sembra opportuno ricordare che “la trasposizione per chitarra costituisce un logico passo nella direzione indicataci dallo stesso Bach. La trascrizione, alla quale egli spesso ricorreva, era allora il mezzo migliore per adattare una composizione (non sempre definitiva in se) a strumenti diversi che potessero rendere in modo efficace il significato musicale.”(
1)
Alla curiosità estetica di percepire, nell'identità dell'opera, le differenze sonore dei due strumenti, la peculiarità della scrittura utilizzata da Bach è apprezzabile, all'ascolto, anche nel diverso apporto polifonico che caratterizza le due partiture.





1. Dalla prefazione alla Suite BWV 995 di Oscar Ghiglia


domenica 6 novembre 2011

FILARMONICA PER DILETTO

Il nome dell'associazione, Filarmonica della Chitarra, mi venne in mente osservando alcuni dei miei allievi. Professionisti nelle varie branche della società, di età compresa tra i trentacinque e i sessantacinque anni, con lavori impegnativi, vite realizzate o in fase di realizzazione,  persone felici, tutti con il bisogno di comunicare con urgenza la propria passione per la chitarra e il suo affascinante repertorio; il bisogno insomma di provare ogni tanto la forte emozione di rivelarsi ad una persona competente, in grado di capire e percepire il messaggio.
Filarmonica quindi nel significato etimologico di associazione che riunisce amatori che si dilettano di musica e ne coltivano lo studio.
Naturalmente mi occupo anche di ragazzi e bambini che hanno una visione più diretta verso il futuro e mancano di quell'urgenza che invece caratterizza l'adulto; ma mi ha sempre colpito l'allievo che, sottraendo a volte il tempo al sonno e le energie alla famiglia, si dedica allo studio, anche se solo per non più di mezz'ora al giorno (spesso di sera rinunciando alla comoda tv) col rigore e la determinazione che manca spesso ad aspiranti professionisti. Ho voluto quindi dedicare la prima pagina di questo diario al Dilettante, a colui che si diletta del far musica e che da questo ne trae nutrimento per rendere felici le proprie giornate e che per questo merita l'apprezzamento dell'insegnante, anche se i suoi limiti talvolta superano le sue capacità.
Domenico Scarlatti nell'introduzione agli "Essercizi", pubblicati quali opera prima nel 1738 quando aveva già 53 anni, con linguaggio capriccioso e fiorito che tanto ricorda lo stile della sua musica, ci guida verso una direzione che poi non è cosi lontana dalla nostra:
“Lettore,
Non aspettarti, o Dilettante o Professor che tu sia in questi Componimenti il profondo intendimento, ma bensì lo scherzo ingegnoso dell'Arte, per addestrarti alla Franchezza sul Gravicembalo: Ne Viste d'Interesse, ne mire d'Ambizione, ma Ubidienza mossemi a pubblicarli. Forse ti saranno aggradevoli, e più volentieri allora ubidirò ad altri Comandi di compiacerti in più facile e variato stile. Mostrati dunque più umano, che critico; e si accrescerai le proprie Dilettazioni. Per accennarti la disposizione delle mani, Avvisoti che dalla D viene indicata la Dritta, e dalla M la Manca: Vivi felice.”

Andrea Gallo