Dieci piccoli consigli sui problemi più comuni della tecnica chitarristica
di Leo Brouwer
1) Il chitarrista non ascolta "riferimenti".
Se suona Giuliani deve ascoltare Rossini, se interpreta Tarrega deve
ascoltare Chopin, se suona Scarlatti deve ascoltare l'originale sul
Clavicembalo.
2) Necessità di uniformare i tocchi
appoggiato e libero per cercare uguale qualità di suono e di colore.
3) Lo studio meccanico della tecnica è
inefficace. Per esempio ci si abitua a eseguire le scale in modo
abitudinario il che non apporta sviluppo. Tanto più quando si
accelera lo studio delle scale stesse con il metronomo per arrivare
ad una maggiore velocità. Si lasciano da parte le possibilità
dinamiche (crescendo, decrescendo),
il cambio di ritmo che costringe a rivolgere l'attenzione alla mano
sinistra, ecc.
4) I legati della mano sinistra si realizzano
di solito con una pressione inadeguata, generalmente eccessiva,
contrariamente a ciò che si pensa. Allo stesso modo il legato
discendente si realizza"tirando" troppo la corda.
Ricordiamo che così facendo non utilizziamo "a favore" la
vibrazione della corda (basta sollevare il dito senza tirare)
5) Si può studiare ma non interpretare con
il metronomo.
6) I temi e le armonie sono importanti, gli
"effetti" non lo sono. Questi sono il maquillage o il
vestiario, non determinano la personalità che li indossa.
7) Non bisogna abbandonare la ricerca della
bellezza del suono. Costruiamo i nostri fortissimo
e pianissimo
in una scala di qualità sonora. I suoni duri, quelli aspri o quelli
leggerissimi vanno utilizzati come eccezioni, come effetti più
vicini alla percussione che alle componenti sonore importanti. E'
sgradevole sentire il forte-duro
e il piano-impercettibile
8) Il chitarrista deve cantare interiormente,
così si renderà conto della direzionalità melodica. Non c'è
niente di più noioso di una melodia piatta e di un'opera senza
colori.
9) Cos'è il vibrato? Il chitarrista vibra
pensando alla bellezza ma questo è un errore (provate a vibrare ogni
nota del Preludio n°3
di Villa-Lobos: si otterrà qualcosa di ridicolo).
"Il vibrato non è bellezza, è
intensità".
Il vibrato lento si applica generalmente su
note lunghe e passaggi tranquilli. Ha la funzione di prolungare la
risonanza.
10) L'equilibrio dei blocchi sonori, come
accordi, rasgueados, ecc, soffre della disuguaglianza delle corde. Le
più critiche sono la terza (di suono scuro) e la seconda (di suono
debole, quasi metallico). Ponendo attenzione a queste corde
intermedie e facendole risaltare si bilancia il suono complessivo
dell'accordo. Ricordiamo che neanche i bassi potenti aiutano queste
corde deboli. Il rasgueado classico non raggiunge la bellezza di
quello flamenco per una semplice ragione: il chitarrista classico
lascia cadere la mano e fa risuonare con il tocco indiscriminato le
corde gravi e medie, producendo più una percussione che un suono
chiaro. Il chitarrista flamenco "indirizza" il tocco verso
le prime corde cercando chiarezza, che è proprio ciò di cui
necessita lo strumento.
Tratto da "Gajes del oficio" di Leo Brouwer
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