domenica 30 settembre 2012

ISCRIZIONI ANNO ACCADEMICO 2012-2013


Un caloroso saluto a tutti gli associati e benvenuto a chi intenda iscriversi ai nostri corsi.
 

  Informazioni utili:


  • L'anno accademico comincia il 1° ottobre e finisce il 30 giugno.
 
  • Le lezioni sono individuali.
 
  • L'iscrizione è aperta a tutti senza limiti di età. Solo per i più piccoli (8 - 12 anni) è consigliato un colloquio congiunto tra genitori, insegnante ed allievo per definire con chiarezza quali sono gli intenti e le finalità dell'esperienza che il bambino andrà ad affrontare.
 
  • Le Lezioni hanno cadenza settimanale della durata di un'ora; fanno eccezione i bambini (40 minuti) e coloro che intendano svolgere l'esame di compimento medio e superiore presso il Conservatorio (un'ora e mezza).
 
  • Le lezioni di recupero dovute all'assenza dell'allievo si svolgeranno nella prima metà del mese di luglio e saranno al massimo due.
 
  • E' necessario avere uno strumento personale.
 
  • Giorno ed orari sono da stabilire al momento dell'iscrizione.

 
 
 
 


Diamo di seguito indicazioni dettagliate su come sono strutturate le lezioni:

Principianti
Una frazione della lezione (in genere 10 minuti) è riservata alla conoscenza della musica (teoria e solfeggio, per una lettura scorrevole dello spartito). Il resto dell'ora è dedicato alla chitarra. E' opportuno un minimo impegno casalingo per approfondire gli argomenti affrontati nella lezione. Una pratica quotidiana consentirà a tutti di ottenere importanti risultati nel minor tempo possibile.

Amatori
Il corso è rivolto ad un pubblico adulto che ha già avuto esperienze chitarristiche nel passato ed intenda riprendere gli studi con nuova consapevolezza. Si tratta quasi sempre di “studenti-lavoratori” che non hanno molto tempo a disposizione. Pertanto la lezione è strutturata in modo da ridurre al minimo l'apporto tecnico - meccanico e rivolgere l'attenzione al repertorio, quest'ultimo da concordare con il maestro a seconda dei propri gusti e capacità.

Preparazione agli Esami di Conservatorio
Si basa principlamente sullo sviluppo dei programmi ministeriali facendo attenzione ad ampliare il più possibile la conoscenza del repertorio. Per l'esame di compimento inferiore (V° anno) è sufficiente la lezione settimanale di un'ora; per il compimento Medio (VIII° anno) e Superiore (X° anno-Diploma) si ritiene opportuno, considerata la lunghezza dei programmi, concordare la lezione della durata di un'ora e mezza.

 





E' nostra convinzione che non esista un solo metodo per insegnare a suonare uno strumento e, tanto meno, per affrontare lo studio della Musica. Pensiamo invece che il procedere sia dato dal rapporto dialettico ed esclusivo che si deve instaurare tra docente e discente nell'intreccio delle reciproche capacità ed intuizioni.













mercoledì 16 maggio 2012




"DIECI CORDE PER BACH”

Johann Sebastian Bach

Suite BWV 995” in la minore (orig. Sol min.)
ANDREA GALLO Chitarra
--
Suite BWV 1011 n°V” in do minore
PAOLA FURETTA Violoncello

VENERDI 18 MAGGIO 2012
ORE 20,30
presso la Basilica di San Saba



Le suites che presentiamo in questo concerto rappresentano uno dei rari casi in cui la stessa opera viene pensata e scritta dallo stesso autore per due strumenti diversi (in questo caso, violoncello e liuto).
Ad oggi non è ancora possibile attribuire ad esse data certa, né pertanto sappiamo quale sia l'ordine temporale di composizione. La tradizione ipotizza che la suite per violoncello sia precedente, sebbene proprio il manoscritto per violoncello non sia mai stato rinvenuto.
Riteniamo che possa essere interessante per il pubblico l'ascolto congiunto delle due suites, affinchè si possano apprezzare, nelle due esecuzioni, timbri, volumi e tessiture così lontani tra loro.
Ci sembra opportuno ricordare che “la trasposizione per chitarra costituisce un logico passo nella direzione indicataci dallo stesso Bach. La trascrizione, alla quale egli spesso ricorreva, era allora il mezzo migliore per adattare una composizione (non sempre definitiva in se) a strumenti diversi che potessero rendere in modo efficace il significato musicale.”(
1)
Alla curiosità estetica di percepire, nell'identità dell'opera, le differenze sonore dei due strumenti, la peculiarità della scrittura utilizzata da Bach è apprezzabile, all'ascolto, anche nel diverso apporto polifonico che caratterizza le due partiture.





1. Dalla prefazione alla Suite BWV 995 di Oscar Ghiglia


sabato 7 gennaio 2012

venerdì 23 dicembre 2011






AUGURI DI BUON NATALE
E
FELICE ANNO NUOVO


La coltura degli alberi di natale


Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale
E alcuni il possiamo trascurare:
Il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale,
Il rumoroso (essendo il bar aperto fino a mezzanotte),
E l'infantile - che non è quello del bimbo
Che crede ogni candela una stella, e l'angelo dorato
Che spiega le ali alla cima dell'albero
Non solo una decorazione, ma anche un angelo.
Il fanciullo stupisce di fronte all'albero di Natale
Lasciatelo dunque in spirito di meraviglia
Di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto;
Così che il rapimento splendido, e lo stupore
Del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l'incanto
Dei primi doni ricevuti (ognuno
Con un profumo inconfondibile e eccitante),
E l'attesa dell'oca o del tacchino, l'evento
Atteso e che stupisce al suo apparire,
E reverenza e gioia non debbano
Essere mai dimenticate nella più tarda esperienza
Nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio,
Nella consapevolezza della morte, della coscienza del fallimento
Nella pietà del convertito
Che si potrebbe contaminare di vanagloria
Spiacente a Dio e irrispettosa verso i fanciulli
(E qui ricordo con gratitudine anche
Santa Lucia, con la sua canzoncina e la sua corona di fuoco):
Così che prima della fine, l'ottantesimo Natale
(significando l'ultimo, qualunque esso sia)
Le accumulate memorie dell'emozione annuale
Possano concentrarsi in una grande gioia
Simile sempre a un grande timore, come nell'occasione
In cui il timore giunse ad ogni anima:
Perché l'inizio ci ricorderà la fine
E la prima venuta la secondo venuta.


T.S.ELIOT
"Poesie" ,Bompiani, 1995
Traduzione a cura di Roberto Sanesi

sabato 3 dicembre 2011

L'ARTE DI ASCOLTARE



La formazione dell'orecchio è la cosa più importante. 
Esercitati sin dall'inizio a riconoscere note e tonalità.
La campana, i vetri delle finestre, il cuculo- tenta di
cogliere quali suoni producono.”


R.Schumann





L'arte di ascoltare si impara e si affina con la pratica e l'esperienza. Diceva Heinrich Neuhaus, famoso pianista e affermato didatta russo (maestro di Sviatoslav Richter ed Emil Gilels): “prima di iniziare a suonare uno strumento, chi studia - sia un bambino, un adolescente o un adulto - deve essere già spiritualmente in possesso di un patrimonio musicale; deve per cosi dire, custodire la musica nella memoria e nel cuore, deve sentirla col proprio orecchio”.
Cominciare da piccoli aiuta ma non è una condizione fondamentale. La musica è un linguaggio e come tale va vissuta, facendola suonare e risuonare nella nostra testa, nella più totale libertà, affinchè proprio quest'ultima prenda il sopravvento e ci conduca verso una realtà dove solo l'immaginazione ci può fare da guida.
Dicevamo che ascoltare si impara. E si affina lungo tutto il percorso
di una vita, mentre le esperienze quotidiane si accavallano a quelle artistiche e si intrecciano motivando le une con le altre.



Non sono un fautore tout court del concerto, dell'esperienza dal “vivo”, perchè non ritengo che quella dal disco sia una vita da morti! Anzi si può paragonare la voce registrata ad un dio immortale che dall'Olimpo ci indica il percorso, la strada da seguire. Si possono in effetti passare intere giornate a imparare tutte le sottili esperienze espressive che geni dello strumento quali Segovia, Rubinstein o Heifetz ci possono ancora offrire. Il recupero quindi di momenti gloriosi della storia delle esecuzioni, che altrimenti cadrebbero nell'oblio, come il più efficace mezzo educativo a nostra disposizione. E la possibilità di ascoltare più volte lo stesso brano ci aiuta a cercare di diventare acuti critici di quanto sentiamo, anche se l'esecuzione è molto al di sopra delle nostre capacità. Solo chi tiene ben aperte le orecchie potrà essere capace di valutare oggettivamente, un domani, le proprie esecuzioni, perchè senza una sana autocritica non è pensabile di costruire una solida base tecnica. Ed è a questo punto che potremmo fare un importante passo avanti: suonare ed ascoltarci nello stesso tempo.

Andrea Gallo

domenica 6 novembre 2011

FILARMONICA PER DILETTO

Il nome dell'associazione, Filarmonica della Chitarra, mi venne in mente osservando alcuni dei miei allievi. Professionisti nelle varie branche della società, di età compresa tra i trentacinque e i sessantacinque anni, con lavori impegnativi, vite realizzate o in fase di realizzazione,  persone felici, tutti con il bisogno di comunicare con urgenza la propria passione per la chitarra e il suo affascinante repertorio; il bisogno insomma di provare ogni tanto la forte emozione di rivelarsi ad una persona competente, in grado di capire e percepire il messaggio.
Filarmonica quindi nel significato etimologico di associazione che riunisce amatori che si dilettano di musica e ne coltivano lo studio.
Naturalmente mi occupo anche di ragazzi e bambini che hanno una visione più diretta verso il futuro e mancano di quell'urgenza che invece caratterizza l'adulto; ma mi ha sempre colpito l'allievo che, sottraendo a volte il tempo al sonno e le energie alla famiglia, si dedica allo studio, anche se solo per non più di mezz'ora al giorno (spesso di sera rinunciando alla comoda tv) col rigore e la determinazione che manca spesso ad aspiranti professionisti. Ho voluto quindi dedicare la prima pagina di questo diario al Dilettante, a colui che si diletta del far musica e che da questo ne trae nutrimento per rendere felici le proprie giornate e che per questo merita l'apprezzamento dell'insegnante, anche se i suoi limiti talvolta superano le sue capacità.
Domenico Scarlatti nell'introduzione agli "Essercizi", pubblicati quali opera prima nel 1738 quando aveva già 53 anni, con linguaggio capriccioso e fiorito che tanto ricorda lo stile della sua musica, ci guida verso una direzione che poi non è cosi lontana dalla nostra:
“Lettore,
Non aspettarti, o Dilettante o Professor che tu sia in questi Componimenti il profondo intendimento, ma bensì lo scherzo ingegnoso dell'Arte, per addestrarti alla Franchezza sul Gravicembalo: Ne Viste d'Interesse, ne mire d'Ambizione, ma Ubidienza mossemi a pubblicarli. Forse ti saranno aggradevoli, e più volentieri allora ubidirò ad altri Comandi di compiacerti in più facile e variato stile. Mostrati dunque più umano, che critico; e si accrescerai le proprie Dilettazioni. Per accennarti la disposizione delle mani, Avvisoti che dalla D viene indicata la Dritta, e dalla M la Manca: Vivi felice.”

Andrea Gallo